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Nel Mato Grosso in un centro commerciale hanno fatto sfilare in passerella alcuni minori adottabili, per portare l’idea di adozione fuori dal recinto delle famiglie più sensibili. «In alcuni Paesi c’è la logica del “colpo di fulmine”, io invece credo che nell’adozione serva molta consapevolezza», afferma Monya Ferritti. Che fare? «Non fare leva sull’autopromozione dei bambini ma lavorare sui genitori, su cosa significa adottare un bambino grandicello, farli arrivare preparati e quindi più disponibili. Se di adozione non parlassimo solo alle coppie senza figli, sarebbe diverso»

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